Roma, 6 agosto 2026 – È quasi fatta. Iran e Oman avrebbero raggiunto un accordo per il passaggio dallo Stretto di Hormuz. Manca solo la conferma definitiva da parte di Teheran. Secondo l’emittente al-Jazeera, il testo è all’esame del Majlis, il Parlamento della Repubblica Islamica. Non basta, però, per tirare un sospiro di sollievo. Per uno Stretto che (forse) riapre, ce c’è un altro, ossia quello di Bab el-Mandeb, dove la situazione è sempre più pericolosa. Ma, anche per quanto riguarda Hormuz, le sue acque si tingono di giallo. Secondo alcune fonti, l’accordo, che avrà durata iniziale di 60 giorni, prevede che le navi in entrata a Hormuz utilizzino la corsia di navigazione più vicina all’Iran, mentre le navi che lasciano lo stretto useranno la rotta più vicina all’Oman.

Il giallo dei pedaggi: Teheran punta al 7%

Secondo questa versione, non saranno imposti pedaggi alle navi in transito. Inoltre, il testo consentirebbe agli altri Paesi della regione di partecipare allo sminamento dello stretto e alle procedure tecniche necessarie per lo svolgimento della navigazione. Secondo l’agenzia iraniana Fars, che cita fonti del ministero degli Esteri iraniano, il pedaggio ci sarebbe eccome e sarebbe calcolato sul 7% del valore del carico. In una situazione dove tutti dicono il contrario di tutto, Teheran ha ribadito con forza che non sta trattando direttamente con gli Stati Uniti e che i colloqui fra le due parti sono portati avanti dai mediatori.