«Come lo scorso anno, il governo sceglie nuovamente i giorni prima di Ferragosto per accelerare le procedure autorizzative per il ponte sullo Stretto di Messina approvando il documento di «motivi imperativi di rilevante interesse pubblico. Inoltre, si acquisisce oggi il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il documento sui (presunti) motivi imperativi di rilevante interesse pubblico è stato, tuttavia, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto senza che neppure fosse indicato nell’ordine del giorno. Ma le anomalie non si fermano qui: al momento di questo documento non v'è traccia ed anche il parere del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici non è al momento disponibile sebbene di questo ne siano già emersi i contenuti».Lo affermano le associazioni Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, per le quali il governo «ha sbagliato i tempi della richiesta del parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici che doveva essere presentata prima del parere Via), pertanto ora le prescrizioni si applicano alla progettazione esecutiva, che può essere avviata solo con l’assegnazione dell’appalto che, com'è ormai noto, prevede penali ingentissime a carico dello Stato se l’opera non dovesse essere realizzata». Per gli ambientalisti «ormai è chiaro che l’obiettivo ponte non è quello dell’attraversamento dello Stretto di Messina, ma porre nel dibattito politico elettorale un elemento immaginifico quanto illusorio per attrarre consenso, distribuendo al contempo soldi in consulenze, incarichi e stipendi elevatissimi per chi opera in una Società per Azioni che in anni e anni non è riuscita a fare nulla di concreto. Si vuole arrivare all’inaugurazione dei cantieri (per la verità già formalmente effettuata e poi rilevatisi un bluff nel 2009 con il cantiere di Cannitello in Calabria) sulla base di presupposti dubitativi e condizionati che vengono però presentati agli elettori come assensi incondizionati».