«Il governo accelera e celebra risultati che, a nostro avviso, non sono stati raggiunti». Lo afferma l’avvocata Aurora Notarianni di Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf, intervenendo sulle ultime comunicazioni relative al Ponte sullo Stretto. «Si alimentano aspettative - sostiene - con dichiarazioni evanescenti sull'avvio della grande opera».

Secondo la legale, la registrazione alla Corte dei conti dell’Accordo di programma «non equivale a un via libera definitivo». «Si tratterebbe - aggiunge - di un provvedimento adottato in ossequio al principio di continuità amministrativa». Ogni futuro accordo, sottolinea, dovrebbe essere accompagnato da un formale decreto di approvazione. Critiche, l'avvocata Notarianni le esprime anche sul parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti, definito «un atto prescrittivo».

Il documento, rileva la legale, «evidenzierebbe costi ancora incerti e criticità sull'equilibrio economico della concessione» e «resterebbe inoltre da verificare la sostenibilità delle tariffe per gli utenti».

Quanto ai fondi Cinea, l’avvocata «richiama la restituzione di circa 12 milioni di euro. Si tratta - spiega - di metà del finanziamento destinato allo studio di fattibilità del collegamento ferroviario».