"Attesa giovedì 6 la riunione conclusiva del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere sul progetto del ponte sullo Stretto che, per i 'bene informati' potrebbe essere 'favorevole con tante prescrizioni'. Una formula rodata, ma che può essere scivolosa e ingannevole: se le "prescrizioni" riguardano parti fondamentali non ancora risolte, un parere favorevole per un progetto 'definitivo' rischia di essere una finzione. E nel caso del ponte i nodi irrisolti potrebbero essere davvero radicali.

Lo scrive l'associazione siciliana Invece del Ponte che indica alcune criticità. Tra queste:

Progetto e cartografie ufficiali riportano una faglia "certa" e "attiva" sotto il pilone lato Calabria; per linee-guida governative non si può piazzare su una faglia una torre di circa 500.000 tonnellate, soggetta a ingenti azioni orizzontali è irrealizzabile a quella distanza dalla faglia, ufficialmente considerata "attiva" da Ispra.

L'altezza del ponte a pieno carico ("franco navigabile"): avrebbe dovuto essere 65 metri, e così risulta nel progetto. Ma questa altezza è calcolata ipotizzando traffico stradale "rarefatto" (il 17% della portata), passaggio di "semitreni", temperature esterne di 20°C (le massime superano i 40°C), assenza di vento e mare calmo. Usando standard tecnici ordinari si scende di parecchi metri. Il progetto non rispetta una "specifica" della base di gara.