Esiste la possibilità di mantenere il vecchio appalto per la costruzione del Ponte sullo Stretto. La Commissione europea è in «stretto contatto» con le autorità italiane per «chiarire» alcuni aspetti del progetto, fa sapere un portavoce dell’esecutivo comunitario, spiegando che ai sensi "dell’articolo 72” della direttiva sugli appalti pubblici, «i contratti possono essere modificati durante la loro validità senza una nuova procedura di gara, a condizione che siano soddisfatte le condizioni previste» mentre «le modifiche che non rientrano in tali condizioni richiedono una nuova procedura di appalto», spiega il portavoce.

In particolare, «sono possibili modifiche sostanziali" qualora la necessità di modifica sia dovuta a «circostanze imprevedibili», non alterino la natura complessiva del contratto e «l'eventuale aumento di prezzo risultante non superi il 50% del valore originario», a tal fine, il valore di riferimento «è il prezzo aggiornato quando il contratto include una clausola di indicizzazione e quando vengono apportate diverse modifiche successive, e tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica», precisa lo stesso portavoce Ue.

A stretto giro arriva il commento della Stretto di Messina. "Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto della Direttiva Appalti», sottolinea l'amministratore delegato, Pietro Ciucci, spiegando che l'aggiornamento del corrispettivo del Contraente Generale rientra nel limite del 50% e quindi non richiede una nuova gara. Infatti l’aumento del corrispettivo, da 3,9 miliardi del 2006, a 6,7 miliardi del 2011, a 10,5 miliardi di oggi, «è prevalentemente determinato dalla variazione dei prezzi e non da maggiori lavori che eventualmente rilevano sul rispetto del limite fissato dalla Direttiva», spiega ancora Ciucci.