Reggio Emilia, 6 agosto 2026 – L'ultima apparizione pubblica di Francesco Guccini (foto), morto oggi a 86 anni, è avvenuta senza clamori anticipatori proprio lo scorso 2 maggio ai Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, ospite dell'incontro 'Canterò soltanto il tempo', collegato all'omonima mostra allestita allo Spazio Gerra.
Un titolo tratto da un verso di 'Il Tema' (1970) che riassume uno dei nuclei della sua poetica: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere dei giorni. "Le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose", si legge invece in un passaggio dell'ultima testimonianza di Guccini, raccolta nel libro 'Calde le pere!', al quale ha lavorato fino all'ultimo e che uscirà postumo a settembre. Teneva ad essere considerato scrittore, ancora prima che un cantautore.
La laurea honoris causa
Un riconoscimento fondamentale per comprendere la profondità di Guccini è stato, negli anni, il legame con il mondo accademico.
I proponenti della sua laurea honoris causa furono figure di spicco del mondo universitario: il prof. Franco Fabbroni, allora presidente della facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, e il prof. Carlo Jacoboni, preside del corso di laurea in Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Unimore. In quell'occasione fu cristallizzata una definizione calzante: "Francesco Guccini è la pedagogia del pensiero plurale". Francesco Guccini: a Reggio Emilia un progetto espositivo con foto, illustrazioni, memoria e parole











