Brasilia, 6 agosto 2026 – Le campagne elettorali per le elezioni presidenziali brasiliane sono per natura una guerra all’ultimo sangue dove tutti i colpi sono validi soprattutto quelli sotto la cintura. E quella che è iniziata ormai da settimane per il voto che si terrà il 4 ottobre (eventuale ballottaggio il 25) non è da meno, anzi, se possibile è ancora più dura e lancinante, osservata in tutto il Paese con preoccupazione.

Il presidente del Brasile Luiz Inacio 'Lula' da Silva (EPA/Andre Borges)

Il colpo basso a Inacio Luis Lula da Silva, presidente in carica e gran favorito per il quarto mandato – il secondo consecutivo, l’ultimo in assoluto come lui ha promesso – è venuto con le dimissioni del suo ex capo di gabinetto, Marco Aurélio Santana Ribeiro, dalla guida della campagna elettorale dopo che è emerso un bonifico a suo favore da parte dell’imprenditrice e lobbista Roberta Luchsinger, indagata dalla Corte suprema.

Ribeiro, detto Marcola, si occupava dell’agenda e del telefono cellulare di Lula da gennaio 2023, inizio dell’attuale amministrazione, fino a due settimane fa. A peggiorare la situazione il fatto che la donna è amica personale del figlio di Lula, Fabio Luis detto Lulinha, a sua volta indagato dalla Polizia federale per sospetto di frode, riciclaggio di denaro e corruzione presso l’Istituto nazionale di previdenza sociale.