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Da un anno e mezzo, cioè grossomodo da quando Donald Trump è tornato presidente, Stati Uniti e Brasile alternano fasi di scontro diplomatico a fasi di relativa distensione. Adesso siamo di nuovo allo scontro, che è peggiorato in questi giorni e con ogni probabilità continuerà a farlo da qui alle elezioni presidenziali che si terranno in Brasile a ottobre.
Trump non nasconde l’appoggio al candidato della destra brasiliana Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente e suo stretto alleato Jair Bolsonaro. Flávio Bolsonaro sfiderà l’attuale presidente progressista Luiz Inácio Lula da Silva, che si ricandida. Bolsonaro padre non può partecipare per via di una condanna per un tentato colpo di stato nel 2022 e, anche se è agli arresti domiciliari, è molto presente nella campagna del figlio.
Martedì il governo statunitense ha revocato il visto all’ambasciatrice brasiliana Maria Luiza Ribeiro Viotti: è un provvedimento duro, di solito riservato ai paesi ostili. È un tentativo di condizionare il governo brasiliano affinché approvi la nomina in sospeso di Daniel Perez come nuovo ambasciatore statunitense in Brasile. Perez è un amico del segretario di Stato americano Marco Rubio, è un deputato statale Repubblicano della Florida, lo stato dove vive un altro figlio di Bolsonaro, Eduardo, condannato a giugno dalla Corte suprema brasiliana per aver provato a influenzare il processo contro il padre facendo pressioni sul governo statunitense.













