Gianni Infantino assicura ai suoi collaboratori che non ha alcuna intenzione di lasciare, ma le scuse ribadite per il caso del piano di privatizzazione del Mondiale non bastano alla Uefa: "Il boicottaggio delle competizioni Fifa resta - dice l'Europa -, non è cambiato nulla: non c'è piu' alcuna fiducia in Infantino".
Nella saga della crisi Fifa, il summit di Rabat é servito alla governance del calcio mondiale per compattarsi intorno al presidente scosso - ma assolutamente determinato a non lasciarsi abbattere - dalla bufera scatenata dal progetto di apertura ad investitori privati attraverso una società creata ad hoc, la Fifa Forward Enterprise (FFE). Ai suoi più stretti collaboratori, secondo le ricostruzioni dei media britannici, ha assicurato di non aver alcuna intenzione di cedere alle richieste di dimissioni. Intanto arrivano per lui segnali positivi dall'Africa. Travolto dalle aspre critiche della Uefa per prima, seguita dalla Concacaf e dagli attacchi di vari esponenti del mondo politico (ultimo, ieri, il premier canadese Carney che era sul palco della premiazione alla Spagna dopo la finale dei recenti Mondiali), il piano é presto abortito. Anche il segretario generale della Fifa Mattias Grafström, presente alla riunione di ieri in Marocco, aveva espresso contrarietà. Ma come membro del Consiglio direttivo ha poi sottoscritto la dichiarazione di sostegno al presidente, con l'obiettivo di blindarne la presidenza. Infantino - al momento unico candidato a succedere a se stesso - si é scusato "per gli errori", seppure commessi "nel pieno rispetto del quadro normativo", aggravati dalla scarsa trasparenza nella comunicazione. Scuse respinte al mittente dalla Uefa che anzi, scrive il Guardian, intende commissionare una valutazione indipendente dei piani di vendita dei Mondiali della Fifa. Secondo lo stesso giornale, Infantino aveva avviato trattative con gli organizzatori della Superlega per portarla sotto l'egida della Fifa ed affossare la Champions League. Per le vie ufficiali, l'Europa del calcio ha di nuovo chiarito oggi la sua intenzione di proseguire la battaglia per far cadere Infantino. "Nessuna delle condizioni richieste sono state soddisfatte, il boicottaggio delle competizioni Fifa resta in piedi - la nota da Nyon - La fiducia espressa ieri arriva da alcuni 'impiegati', la cui posizione dipende da Infantino, non cambia nulla".












