Il tutto è avvenuto tramite la piattaforma Booking che ora batte cassa chiedendo soldi ai gestori della struttura nel Chianti, vittime a loro volta di tutta la vicenda

Centinaia di turisti da ogni angolo del mondo attesi in vacanza a due passi dal Colosseo. Peccato che l’appartamento non sia mai esistito e che le prenotazioni siano state veicolate attraverso il profilo hackerato di uno storico castello del Senese. È la maxi-truffa informatica che sta mettendo in ginocchio l’azienda agricola e agriturismo Castello di Selvole, a Castelnuovo Berardenga, finita al centro di un raggiro milionario orchestrato ai danni di ignari viaggiatori e degli stessi proprietari. L’incredibile storia, similare a quella avvenuta in alcune strutture dell’Emilia Romagna, è ricostruita oggi sul Corriere della Sera.

La dinamica del raggiro

Tutto comincia all’inizio di maggio. Nella casella di posta elettronica della tenuta toscana iniziano ad arrivare decine di messaggi con richieste surreali: «Siamo pronti per il check-in, ma la struttura è a Roma o in Toscana?». Bastano pochi controlli per scoprire la scioccante verità: cyber-criminali sono riusciti a violare le credenziali dell’account Booking del Castello di Selvole. Una volta dentro, hanno completamente stravolto la scheda della struttura, sovrapponendovi foto, descrizioni e posizione geografica di un sedicente «dream apartment» nel centro della Capitale. Sfruttando l’indicizzazione e l’affidabilità dello storico profilo toscano, i truffatori hanno incassato cifre enormi: 224 mila euro a giugno, 140 mila a luglio e circa 13 mila euro solo nei primi giorni di agosto, addebitando in molti casi cifre persino superiori a quelle concordate.