Maledetta la vita, maledettaogni volta che uccide,la vita che ti spezza le gambeti toglie la vista,la vita di chi resta sedutoe sente dolore in ogni pensieroe l’aria della fine non è un mistero,è una vena perduta, un piede gonfio,una ragnatela di sangueche sporge sulla faccia.L’Italia ti ha conosciuto quando voleva darsi alla lotta, ma tu non guardavi solo avanti, più che il sole dell’avvenireti intrigava il sole del passato.La tua nostalgia ridotta in versiera pura e umile poesia.È stata lunga la tua vecchiaiadentro la tua casa e dentro il tuo paese,è stato un lungo insegnamentoper dire che poco importa la gloria:alla fine, puoi solo girareintorno alle tue parole,togliere qualche sillaba al silenzio,posarla sul quaderno della vitanell’affanno dell’ultima salita.
Per un vecchio cantore. La poesia di Franco Arminio per Francesco Guccini
Maledetta la vita, maledettaogni volta che uccide,la vita che ti spezza le gambeti toglie la vista,la vita di chi resta sedutoe sente dolore in ogni pensieroe l’aria della fine non










