I sondaggi

Aldo Torchiaro

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Le ultime giornate parlamentari di agosto indicano nitidamente come la dicotomia tra destra e sinistra lasci oggi il posto a quella, più attuale, tra europeisti e antieuropeisti. Tra chi sta con l’Ucraina, la sovranità energetica e l’Europa della crescita e chi sembra più propenso ad un ruolo ancillare del Paese verso Russia e Cina. Perché dal micro si passa al macro: lo sforamento di bilancio su energia e difesa – a cui sono state poste delle condizionalità – vedono la destra a favore, la sinistra contro e il centro, astenersi. L’Europa concede deficit sulle voci strategiche e irrimandabili, ma c’è chi pone un freno.

Azione e il Partito Liberaldemocratico protestano per «il populismo che determina sempre più spesso le scelte della maggioranza», come dichiara Marattin a SkyTg24. La condivisione dell’attenzione alla difesa e all’energia – e più in generale, dei programmi – spacca il campo largo e mette in difficoltà crescente la destra, mentre rinsalda l’asse tra partiti centristi. Lo dice chiaramente il senatore Marco Lombardo di Azione. «Il dibattito di queste settimane è stato costruito su un equivoco: il Safe non è un prestito per il riarmo nazionale. È la prima piattaforma finanziaria di un sistema di difesa europeo cioè la possibilità di appalti comuni, acquisti congiunti, riserva sul buy European. Serve ad accrescere la capacità produttiva dell’industria militare europea, a ricostituire le scorte, a rendere interoperabili sistemi nazionali che oggi non si parlano. Contrapporre difesa nazionale e difesa europea è un falso storico e un errore strategico: la difesa nazionale di un Paese di sessanta milioni di abitanti esiste solo dentro una dimensione europea».