Spritz

Mario Alberto Marchi

Powered by

Tra l’anno accademico 2018/19 e il 2024/25 l’Università di Padova è passata da 59.886 a 74.268 iscritti: 14.382 in più, il 24%, la crescita assoluta più consistente dell’intero comparto statale italiano. Verona è salita da 23.381 a 27.234 (+16,5%), lo Iuav da 3.942 a 4.794 (+21,6%). Nello stesso arco di tempo Ca’ Foscari è scesa da 21.159 a 19.459: 1.700 studenti in meno, meno 8%. I numeri stanno nella tabella 1.1.6 del rapporto ANVUR e restituiscono un Nord-Est che nel complesso guadagna 36.576 iscritti, la crescita relativa più alta del Paese.

Le classifiche Censis pubblicate il 14 luglio raccontano la stessa regione con un altro linguaggio: Padova confermata prima tra i mega atenei statali con 91,2 punti, davanti a Bologna (87,8), e Ca’ Foscari stabile al sesto posto tra i medi con 89,3, in una graduatoria guidata quest’anno da Sassari. Nessuna contraddizione: le due fotografie misurano cose diverse. Il Censis pesa strutture, servizi, borse, internazionalizzazione. L’ANVUR conta le persone che si iscrivono.