A Medicina e chirurgia, nella sede cittadina, sono 2.264 e 387 nella sede di Treviso; 243 a Odontoiatra e protesi dentaria e 793 a Medicina veterinaria. Confrontati con il pre-riforma, sono circa 600 in più di quanti sostenevano il test d'ingresso e sei volte tanti rispetto ai 564 posti che venivano messi a disposizione tra le sedi di Padova e di Treviso. Ma a questo punto, cento studenti in più o cento in meno fanno poca differenza: già a fine giugno l'ateneo aveva deciso che le lezioni sarebbero state online in modalità sincrona. Sono le stesse direttive ministeriali a dare questa possibilità.
Una concessione che ha tutto il sapore del caldeggiato invito dato che di fondi per l'ampliamento delle strutture non se ne parla e le 16 aule di cui la Scuola padovana dispone - tra Policlinico e Vallisneri - non possono di certo accogliere la carica di 3.687 novizi.
Nonostante i numeri, nel mese di settembre il Bo darà la possibilità di frequentare in presenza, turnando le matricole e confidando nel fatto che tanti fuorisede preferiranno comunque seguire le lezioni da casa. Ma da ottobre tutti i 3.687 iscritti troveranno posto nelle classi virtuali dove seguiranno le lezioni di chimica, propedeutica biochimica e fisica. Sono i tre corsi su cui il ministro dell'Università Anna Maria Bernini vuole che gli studenti sostengano gli esami di dicembre, quando verrà effettuata la vera selezione: solo chi supera tutti gli esami potrà concorrere nella graduatoria nazionale e accedere al semestre successivo. "Concorrere", che non vuol dire avere il posto assicurato: vista la grande competizione interna tra gli studenti è facile credere che solo i migliori, quelli che otterranno i punteggi più alti, potranno continuare a studiare a Medicina. Gli altri dovranno cambiare piani, con la possibilità di entrare in uno dei corsi affini indicati al momento dell'iscrizione.











