Sconti per chi accetta l’addebito diretto dei tributi locali sul conto corrente, lettere di compliance e avvisi bonari. Il decreto legislativo sul fisco locale (approvato in via definitiva martedì dal consiglio dei ministri dopo un lungo e travagliato iter e una mancata intesa con le autonomie sulla parte relativa al federalismo fiscale regionale) punta a estendere agli enti locali il nuovo rapporto basato sulla collaborazione tra fisco e contribuente, frutto della legge delega.

In caso di addebito diretto dei tributi locali sul conto, regioni e comuni potranno fissare un importo massimo sul quale applicare una percentuale di riduzione delle somme dovute oppure un importo fisso, alternativo alla percentuale. Ma farà eccezione l’Imu, su cui i comuni non potranno disporre agevolazioni per l’addebito diretto perché gli incassi dell’imposta municipale hanno una diretta incidenza sulle regolazioni contabili del Fondo di solidarietà comunale e del Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi.

Lettere di compliance e avvisi bonari

Con le lettere di compliance gli enti locali comunicheranno ai contribuenti gli elementi e le informazioni direttamente acquisiti e, prima di notificare un avviso di accertamento esecutivo, sarà possibile regolarizzare l’errore o l’omissione attraverso il ravvedimento operoso. Al contrario, se il contribuente non riterrà corretti i dati indicati nella lettera, potrà comunicarlo all’ente impositore entro 60 giorni inviando eventuali elementi e documenti di cui l’amministrazione non era a conoscenza.