La composizione negoziata della crisi di imprese si estende agli enti locali. Gli imprenditori in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario potranno sottoscrivere accordi transattivi non solo con Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione per il pagamento dei debiti fiscali erariali insoluti, ma anche con regioni, comuni e province per i tributi locali di loro competenza.

La possibilità di arrivare a definire accordi transattivi sui tributi locali consentirà ai comuni di non dover più rinunciare, come finora accaduto, a incassare risorse certe seppur in misura ridotta. Mentre per le imprese che rischiano di fallire strozzate dalle richieste di pagamento integrale di cartelle locali spesso molto onerose (soprattutto per Imu e Tari) la misura costituirà una boccata d’ossigeno.

Proverà a ripartire anche da qui il decreto legislativo in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, attuativo della delega voluta dal viceministro Maurizio Leo, approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri il 9 maggio 2025 e finito su un binario morto per il mancato accordo tra regioni e comuni. Oggi in una seduta straordinaria della Conferenza unificata, convocata ad hoc, si cercherà l’intesa, per poi provare a completare l’iter (pareri delle commissioni parlamentari e varo definitivo in cdm) entro la deadline del 29 agosto.