Sul federalismo fiscale il governo tira dritto. La Conferenza unificata, convocata ieri in seduta straordinaria, ha partorito una fumata nera sul dlgs, attuativo della delega fiscale, rimasto in naftalina per più di un anno. Nessuna intesa perché troppo inconciliabili sono state le posizioni di regioni e comuni per arrivare a un accordo su un un testo condiviso.

Ma l’esecutivo porterà comunque il decreto legislativo in consiglio dei ministri garantendo così l’approvazione definitiva del provvedimento entro la deadline del 29 agosto. E nel testo troverà spazio l’estensione della composizione negoziata della crisi di impresa agli enti locali. Gli imprenditori in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario potranno sottoscrivere accordi transattivi non solo con Agenzia delle Entrate e Ader per il pagamento dei debiti fiscali erariali insoluti, ma anche con regioni, comuni e province per i tributi locali di loro competenza.

L’Unificata ha invece dato il via libera al dlgs con le disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, Iva, successioni e donazioni, accise, controlli e adempimento collaborativo (cosiddetto decreto Omnibus). L’intesa sul testo che è ora all’esame delle commissioni finanze di Camera e Senato in attesa dei pareri che potrebbero arrivare tra oggi e domani, spiana la strada all’approvazione definitiva del decreto in cdm.