Entrano nell’ordinamento italiano i nuovi regimi di semplificazione della global minimum tax elaborati dall’Ocse con il Side-by-Side Package del 5 gennaio 2026, con la conseguente esclusione delle multinazionali Usa dall’impianto della tassa minima. Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 4 agosto, ha approvato in via definitiva il decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale che consente, su opzione, di azzerare in specifici casi l’imposta minima integrativa e quella suppletiva e di neutralizzare parte degli effetti degli incentivi fiscali qualificati. Secondo la relazione tecnica (si veda ItaliaOggi del 12/06/2026), il gettito italiano atteso dall’imposta minima integrativa resta intorno a 49 milioni di euro l’anno, con una riduzione stimata in circa 3 milioni per il nuovo regime degli incentivi.
L’articolo 11 del provvedimento introduce il nuovo articolo 39-bis nel dlgs 209/2023 (disciplina della global minimum tax) e il corrispondente articolo 339-bis nel Testo unico delle imposte sui redditi (dlgs 117/2026). Le disposizioni riguardano tre regimi: il regime coesistente qualificato, il regime qualificato della controllante capogruppo e quello relativo agli incentivi fiscali qualificati.






