Dall’antica abbazia alle impronte del diavolo un viaggio tra storia, fede e tradizioni popolari sul Monte Sant’Elia

«Palmi ha un Dio dalla sua, il Monte Sant’Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo» (Leonida Repaci).Non c’è tramonto più bello se non quello visto da casa propria, mi sono sempre ripetuta negli anni. Per me la Piana è tutta casa mia, i suoi colori, i suoi profumi, le coste e la l’Aspromonte, non hanno rivali. C’è un piccolo angolo di paradiso, perché se dovessi immaginare l’Eden, lo vedrei esattamente così, a Palmi: Sant’Elia.

Chiamato “il balcone sul Tirreno”, il monte Sant’Elia è un crinale costiero dell’Aspromonte che domina, fieramente, non solo Palmi ma (quasi) tutta la piana di Gioia Tauro. Nelle terse giornate d’estate si possono contare quai tutti i suoi comuni o ammirare la vicina Sicilia, nello straordinario spettacolo di Scilla che bacia Cariddi, le Isole Eolie, il fenomeno “Fata Morgana” e la costa Vibonese, da Rocco Isola-Pelorosso, il punto panoramico più alto. La caratteristica più bella, forse sono la serie di balconate tramite cui ammirare questo spettacolo naturale, da cui si ha la sensazione di poter toccare tutta la sconfinata bellezza che ci viene offerta, con mano.