Sul Monte Echia è arrivata l’ora di riportare anche il verde. Giardini, piante e fiori, ma soprattutto alberi da frutta come quando fin qui si estendeva l’immensa villa che il console romano Lucullo fece costruire intorno al 70 A.C. Portato avanti dall’Associazione Monte Echia, è stato presentato ieri “I frutti della storia”, progetto che mira alla riqualificazione e valorizzazione della storica area che sovrasta la zona di Santa Lucia. Punto centrale è la piantumazione di tre alberi: un ciliegio, un pesco e un albicocco, proprio come fece Lucullo importando dalle sue campagne in Medio Oriente, e in particolare dalla Turchia, quelli che allora erano frutti esotici da offrire ai propri ospiti durante le sontuose e ricche cene che realizzava nella sua dimora napoletana.
I progetti Aldo Palumbo, presidente dell’Associazione Monte Echia, spiega come è nata questa idea: «La nostra associazione nasce per contribuire alla riqualificazione di questo territorio. Quello di oggi è solo il primo progetto che stiamo portando avanti nella speranza che le istituzioni possano darci l’approvazione, i permessi e il sostegno necessario». Oltre alla riqualificazione del verde ci saranno altre iniziative: «Abbiamo idee futuristiche – prosegue Palumbo – ma per ora pensiamo a partire con questo progetto con la volontà di continuare e far ritornare il Monte Echia come era ai fastosi tempi di Lucullo». A curare il progetto sono stati gli architetti Paola Lista e Rosario Giannisi.Capodimonte di sera: quattro appuntamenti tra arte e danza con il festival “Movimentale”«Il desiderio di verde credo che oggi rappresenti una dolce richiesta che i napoletani fanno alle istituzioni – riflette la dottoressa Lista. E questo non riguarda soltanto il Monte Echia ma anche luoghi simbolo come Piazza Municipio e il Lungomare, dove dai cittadini è percepita la mancanza di spazi verdi. Napoli è al novantaquattresimo posto per aree green e c’è un albero ogni cento abitanti. Ci dobbiamo rendere conto che tutto ciò non è accettabile e che bisogna darsi da fare per cambiare le cose». E Rosario Giannisi aggiunge: «Per noi questi tre alberi da frutta sono tre monumenti, poiché a Napoli non c’è nessuno spazio pubblico in cui esista una cosa del genere. Sono tre alberi che uniscono archeologia, natura e che raccontano il territorio. Perché le piante rappresentano la testimonianza storica di un territorio e tramandano a noi il suo passato. Sono esseri viventi che ci parlano e che noi dobbiamo ascoltare. Per questo il concetto che vorrei passasse è che questo non è un progetto di manutenzione ma di vera e propria cura del verde». L’assessore alla Salute e al Verde, Vincenzo Santagada, nel raccontare l’iniziativa ha spiegato che «quello di oggi è senza dubbio un evento culturale che richiama l’identità di un luogo che racchiude una parte importante della storia della nostra città. Il progetto mira a valorizzare gli spazi verdi del Monte Echia e a recuperare tradizioni risalenti a 1500 anni fa, quando qui erano presenti le essenze arboree che l’associazione Monte Echia prevede di ripiantare». Lo sponsor La consigliera comunale Alessandra Clemente, tra le principali promotrici dell’evento, ha invece sottolineato «quanto sia fondamentale che la voglia di prendersi cura di questo posto venga direttamente dagli abitati di Santa Lucia. Istituzioni e amministrazione hanno il compito di restituire, dopo i lavori di un grande cantiere durato forse anche troppo tempo, un grandissimo pezzo di territorio e un luogo magico come questo. Ma poi c’è bisogno di metterci l’anima e il cuore per tenerlo vivo. E per questo ringrazio l’Associazione Monte Echia e il gruppo di imprenditori del Ba-Bar, che qui hanno investito affinché sempre più spesso nascano progetti come questo». Dalle parole della consigliera Clemente si capisce come iniziative del genere puntino ad un obiettivo a lungo termine: «È prevista una programmazione costante di eventi durante tutta l’estate ma che non si fermi solo a questo periodo – prosegue. Dunque ringrazio la presidente della Municipalità 1, Giovanna Mazzone, che ha sposato il progetto affinché questa diventi una piazza sempre più viva. I nuovi luoghi hanno bisogno di tanto sostegno e il progetto mira proprio a questo».









