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Da oltre un anno gli Stati Uniti hanno smesso di essere un’opzione per i molti cubani che cercano di emigrare. Fra gennaio e dicembre del 2025 l’amministrazione di Donald Trump ha chiuso tutti i programmi che permettevano ai cubani di entrare legalmente negli Stati Uniti, mentre gli arresti e le espulsioni di chi era entrato illegalmente sono diventate più frequenti. La situazione economica a Cuba, sempre più drammatica, non ha ridotto però i tentativi di moltissimi cubani di lasciare il paese.

Nell’ultimo anno si è sviluppata una nuova rotta migratoria: quella che passa dalla Guyana e che ha come destinazione il Brasile. Nel 2025 i cubani che hanno chiesto asilo in Brasile sono stati quasi 42mila, il doppio dell’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati 20.372, un numero maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma di una tendenza consolidata.

Dal 1990 il Brasile permette a chi fa domanda di asilo di lavorare, iscriversi a scuola e usufruire dell’assistenza medica. In più è uno dei pochi stati, anche fra quelli dell’America Latina, dove l’immigrazione non è ancora considerata un problema e non è in cima al dibattito pubblico, anche perché solo l’1 per cento delle persone che vivono nel paese è nato all’estero.