di
Maria Teresa Veneziani
Dal punto di vista dello stile, i pantaloni corti sono il capo più bistrattato del guardaroba. La misura al ginocchio, né troppo lunga né troppo corta, è quella più sicura per la maggior parte degli uomini. Prediligete quelli in lino-cotone
Complice l’overtourism e un’estate torrida, per le strade si moltiplica la presenza di uomini in pantaloni corti. Incoraggiati dalle sfilate e dalle star (da Paul Mescal che si è fatto notare in microshort alla Milano Fashion Week a Pedro Pascal che li ha sdoganati al Met Gala in versione elegante con camicia e cravatta) tutti si sentono autorizzati a mostrarci i loro polpacci. Dal punto di vista dello stile, i pantaloni corti sono il capo più bistrattato del guardaroba. Non si spiega altrimenti come un uomo non si renda conto di quanto antiestetico possano risultare con un paio di bermuda un po’ sformati, ai quali, per restare in tema comodità, si aggiungono le ciabatte di gomma o i sandali da trekking. I peggiori, se non sono di un taglio impeccabile, sono quelli sotto il ginocchio.
Lasciate poi ai sentieri di montagna anche i cargo con le tascone laterali. Come sottolineava il Financial Times parlando del «buono, del brutto e degli orrori» dei pantaloni corti, gli uomini conoscono l’importanza del vestire, ma per gli short si lasciano andare. Basta qualche piccola regola: nella divisione degli orli, corti a scoprire la coscia e sotto il ginocchio modello sportivo amato da Justin Bieber, a fare la differenza è la qualità dei materiali. Tuttavia, la misura al ginocchio, né troppo lunga né troppo corta, è quella più sicura per la maggior parte degli uomini. Prediligete i modelli in lino-cotone, nei nuovi toni light blu o verde oliva, indossati con una overshirt a tema o una polo. Basta un po’ di impegno per sentirsi belli e freschi.








