C’è un momento, ogni estate, in cui i pantaloni lunghi sembrano una formalità superflua. Ed è lì che gli shorts entrano in scena. Ma non parliamo di quell’abbigliamento da spiaggia che non conosce confini né contesto: qui si tratta di un’arte, di una grammatica silenziosa che solo pochi, pochissimi uomini hanno saputo padroneggiare.

Gli shorts sono uno di quei capi che dividono: per alcuni emblema del weekend al mare, per altri un tabù da affrontare solo in vacanza. Eppure, basta osservare certe icone di stile per capire che non servono rivoluzioni: solo la giusta proporzione, un accenno di ironia e un pizzico di aplomb. Perché anche loro, i pantaloncini più controversi, possono diventare il manifesto di un’eleganza disinvolta.

Non sono una licenza da studenti in Erasmus, né una sfida da indossare con sprezzo: sono un terreno di gioco. L’importante è sceglierli con misura e ricordare che, a volte, la vera eleganza è questione di libertà sorvegliata. E per capirlo davvero, basta guardare cinque maestri senza tempo.

Camicia in lino di Xacus

Thomas Magnum. L’eleganza disinvolta