Catanzaro, inchiesta Dulbecco: chiesto il processo per 10, in Oculistica, coinvolti primario, medici e personale dell’Azienda. La Procura ipotizza l’esistenza di un sistema illegale per lucrare sulle liste d’attesa.

Un sistema parallelo e ben consolidato, all’interno della sanità pubblica calabrese, per asservire le strutture dell’ospedale a interessi privati. La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto il reparto di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” (ex “Mater Domini”). Le accuse avanzate a vario titolo dalla magistratura spaziano dalla truffa all’autoriciclaggio, passando per falsità ideologica, concussione e peculato.

A rischiare il processo sono i vertici e vari collaboratori della struttura: il primario di Oculistica Vincenzo Scorcia (48 anni), la segretaria Maria Battaglia (50 anni), il professore ordinario di Anestesia e presidente del comitato etico regionale Eugenio Garofalo (38 anni), il direttore della scuola di specializzazione in Anestesia Umg-Unical Andrea Bruni (38 anni), la caposala Laura Logozzo (53 anni), il dirigente medico Rocco Pietropaolo (44 anni), insieme ai professionisti Adriano Carnevali (37 anni), Giuseppe Giannaccare (40 anni), Giorgio Randazzo (59 anni) e Giovanna Lionetti (41 anni). Stralciate invece le posizioni di Maria Aloi e Andrea Lucisano, inizialmente presenti nell’avviso di conclusione delle indagini.