Un sistema strutturato, costruito all’interno della sanità pubblica e piegato a interessi privati. Un meccanismo sistematico di visite private, al termine delle quali ai pazienti veniva prospettata la necessità urgente di interventi chirurgici, trapianti di cornea, cataratte, glaucoma, cheratocono, da effettuare in ospedale. Ma per finire in lista d’attesa bisognava pagare in nero: 500 euro era la “tariffa fissa” per il trapianto. Denaro incassato spesso davanti ai familiari spaventati, con la falsa giustificazione di “spese per i tessuti” o “iscrizione alla banca dei trapianti”, anche se tutte le voci in realtà erano coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. La Procura do Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 indagati. Tra questi il primario di Oculistica Vincenzo Scorcia, 48 anni, di Catanzaro, la segretaria Maria Battaglia, 50 anni, di Catanzaro, Eugenio Garofalo, professore ordinario di Anestesia nonché presidente del comitato etico regionale e Andrea Bruni, direttore della scuola di specializzazione in Anestesia Umg-Unical. Nella richiesta di rinvio a giudizio, a differenza dell’avviso di conclusione delle indagini non compaiono più i nomi di Maria Aloi, 62 anni, di Catanzaro e Andrea Lucisano, 45 anni, di Crotone, le cui posizioni sono state stralciate