C'è una regola fondamentale dello Stato di diritto: nessuno può essere chiamato a rispondere di decisioni che non aveva il potere di prendere. È un principio tanto semplice quanto decisivo.
Eppure, nel dibattito pubblico torna periodicamente l'accusa secondo cui Oscar Luigi Scalfaro avrebbe avuto responsabilità nella gestione del 41-bis e, addirittura, che la sua elezione al Quirinale avrebbe inciso sul destino di Paolo Borsellino. È una ricostruzione che non regge né sul piano giuridico né su quello storico.
Partiamo dai fatti.
Il regime detentivo speciale previsto dall'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario viene disposto, prorogato o revocato con un decreto del Ministro della Giustizia.
La legge non lascia spazio a interpretazioni: la competenza è del ministro.











