Ponte sullo Stretto, Salvini respinge le accuse: «Nessun conflitto di interessi». Il ministro al Question time interviene sulle nomine al Consiglio dei Lavori pubblici. «Confermate scelte di governi precedenti. E i nuovi non parteciperanno al voto».

LA polemica sui nuovi membri del Consiglio superiore dei Lavori pubblici è arrivata alla Camera dove, ieri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha rispedito al mittente le accuse di conflitto di interessi riguardo all’iter del Ponte sullo Stretto e affermato che «Ci troviamo di fronte a una mera conferma di due nomine fatte da governi a cui appartenevano anche i partiti di sinistra». A far emergere la questione, nei giorni scorsi, era stato il deputato Avs Angelo Bonelli che aveva segnalato come i profili dei due docenti Mauro Dolce e Roberto Tomasicchio – il primo membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina e il secondo attivista di “Ponte subito” – fossero in aperto conflitto con il ruolo dell’organismo.

Il Consiglio infatti è chiamato ad esprimere proprio in questi giorni il parere sul Ponte per integrare la documentazione che sarà sottoposta al Cipess e poi a una nuova valutazione della Corte dei Conti. «I due professori del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, – ha precisato Salvini – Dolce e Tomasicchio, erano stati nominati uno nel 2001 e uno nel 2022: l’anno scorso è stata rinnovata la composizione dello stesso Consiglio, perché l’organo operava in regime di prorogatio da tre anni e tale regime non consentiva più di assicurarne il corretto funzionamento».