La chiusura della moschea? Seconda i vertici della Lega "è improbabile che si tratti di una decisione autonoma della comunità che la gestisce. Più probabile invece che la scelta sia stata sollecitata dal sindaco Jamil Sadegholvaad e dalla giunta, messi alle strette dalle pressanti richieste dell’opposizione di verificare la compatibilità della struttura di borgo Marina con le norme vigenti in materia di salute e di sicurezza". Così Matteo Zoccarato (in foto) e Gilberto Giani, rispettivamente capogruppo e segretario comunale della Lega, dopo che l’associazione che gestisce il centro islamico ha annunciato lo stop.

Secondo la Lega, l’amministrazione ha le sue colpe: "La giunta ha tergiversato per anni. Perché per una ragione o per l’altra la moschea, nonostante fosse fuori norma e fonte di mille problemi, è sempre rimasta aperta. Ora la decisione di chiudere, consentendo all’associazione Al Tawid di farla propria. Ma in cambio di cosa? Il sindaco commenta la chiusura come un punto di partenza. Non siamo allora lontano dal vero, se pensiamo che l’amministrazione abbia già elaborato e – forse – condiviso, insieme allo stesso centro islamico un’alternativa".

Per questo "chiediamo trasparenza – concludono Zoccarato e Giani – Come abbiamo già rilevato, dal 2017 non è stata ancora fatta la mappa degli spazi autorizzati e registrati come associazioni culturali e della loro funzione reale di luoghi di culto, né si ha contezza delle varie comunità islamiche, molto frammentate per etnie e dottrine. Il tema è il rischio di estremismi e radicalizzazione. La giunta dica quanti sono i centri islamici, come funzionano, chi li finanzia".