"Non spostate il mercato del contadino". E’ l’appello di alcuni commercianti appresa la decisione da parte del Comune di trasferire le bancarelle dei produttori presenti da circa dodici anni in via Vivaldi per riportarle nella piazza centrale della cittadina. La scelta sta creando forte malcontento tra i commercianti della zona e gli ambulanti, che ritengono l’attuale collocazione più funzionale grazie alla presenza di parcheggi, servizi e ad una clientela ormai consolidata. Entrano sul tema anche i consiglieri comunali di opposizione Emanuele De Risio e Lorenzo Balboni: "Siamo fortemente preoccupati per questa decisione. Non solo rischia di danneggiare le attività commerciali di via Vivaldi e gli stessi operatori del mercato contadino, ma di sicuro non risolverai i problemi strutturali del centro storico – spiegano –. La cosa che ci preoccupa maggiormente è il precedente che si crea: si trasmette il messaggio che chi investe sul nostro territorio non può avere la certezza che le condizioni sulle quali ha fondato il proprio investimento rimangano stabili. Un Comune dovrebbe dare fiducia a chi investe non alimentare incertezza".

Non si fa aspettare la replica del sindaco Marco Martelli: "Il mercato dei produttori nasceva fuori porta Bologna. Il terremoto ha fatto sì che dove c’era il mercatino venisse realizzata la sede provvisoria della Casa della salute Barberini. Per questo venne spostato in via Vivaldi in attesa di un suo rientro nella sede originaria. Sappiamo bene di come i centri storici si stiano spopolando, il nostro a maggior ragione con i danni subiti dal sisma. L’intento è quello di riabituare le persone a rimpadronirsi della loro piazza, del loro centro". E il sindaco aggiunge: "Capisco il privato che guarda solo al suo interesse, ma un’amministrazione deve fare un discorso generale che possa valere per la comunità. La nostra piazza sta soffrendo e tanto; sempre meno gente cha la frequenta, sempre meno persone che si recano alle funzioni religiose, se muore il centro muore ogni cosa. Il discorso vale anche per il commercio, se il centro funziona, a caduta c’è n’è per tutti; diversamente se il centro lo lasciamo all’abbandono poi finisce anche il resto che lo circonda".