HomeSienaCronacaL’anima antica di Monticchiello. Il Teatro Povero non chiude maiC’è anche Arturo Vignai, 91 anni, ne ’L’occhio oltre’: "Ho fatto tutti gli spettacoli dal 1967 a oggi"Arturo Vignai, 91 anni, in scena (Foto di Emiliano Migliorucci)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMONTICCHIELLO (Siena)

C’è un momento preciso, mentre il tramonto incendia le creti della Val d’Orcia e la polvere dell’estate si posa lenta sulle pietre di Piazza della Commenda, in cui a Monticchiello il tempo smette di scorrere e la vita si fa palcoscenico. È il miracolo antico di un borgo che si mette in scena, un rito di resistenza e memoria che quest’anno compie un traguardo straordinario. Con “L’occhio oltre” va infatti in onda il sessantesimo autodramma, un’edizione densa di significato che arriva a esattamente un anno dal drammatico incidente del 14 agosto 2025, dal quale la comunità ha saputo rialzarsi con tenacia e passione.

L’opera è un viaggio al contempo ironico e commovente, dove passato, presente e futuro si incontrano e si sovrappongono. Attraverso la vicenda di Carlino – nato nel 1944 con un occhio ferito ma proteso ad oltrepassare il confine del visibile – lo spettacolo racconta la storia di un uomo e il respiro di un’intera comunità, sospesa tra le ferite della storia e la voglia incrollabile di guardare avanti. Custode e memoria vivente di questa avventura è Arturo Vignai, 91 anni, l’attore più anziano e longevo del Teatro Povero, che sul palco veste i panni di Carlino nell’ultima stagione della sua vita.