Eli Lilly conferma la leadership mondiale nei farmaci contro l'obesità: nonostante il calo dei prezzi negli Stati Uniti dopo l'accordo con la Casa Bianca di fine 2025, la forte crescita dei volumi dei Glp-1 ha spinto i conti del secondo trimestre ben oltre le attese e ha portato a un deciso rialzo della guidance.
La rivale Novo Nordisk ha invece perso oltre il 4% alla borsa di Copenaghen dopo avere indicato un 2026 che, nella migliore delle ipotesi, si chiuderà in linea con il 2025.Nel trimestre Eli Lilly ha registrato ricavi per 23 miliardi di dollari, in crescita del 48%, e un utile per azione adjusted di 8,38 dollari contro i 6,01 attesi dal consenso FactSet. «Lilly continua a crescere», ha commentato il ceo David Ricks, indicando come punti di forza il farmaco anti-obesità retatrutide, l'espansione della capacità produttiva e la pipeline.
La società prevede ora ricavi 2026 tra 85 e 87 miliardi di dollari e un utile per azione adjusted tra 35,5 e 36,5 dollari.
La crescita è stata sostenuta soprattutto da Mounjaro e Zepbound, che hanno compensato il calo dei prezzi grazie all'aumento dei volumi.Per Novo Nordisk invece il trimestre si è chiuso con vendite per 78,5 miliardi di corone danesi (+2%), ebit in calo del 19% e utile netto in flessione del 21%.









