A seguito di una serie di decisioni favorevoli a InterDigital emesse dalle divisioni tedesche del Tribunale Unificato dei Brevetti (UPC), Disney+ ha prima disattivato senza annunci il supporto agli standard 4K UHD e HDR e poi confermato la modifica, privando di fatto gli abbonati Premium della principale caratteristica che distingue il piano più costoso da quello limitato al Full HD del piano Standard (ma in realtà anche da quello con pubblicità). La misura, che interessa undici mercati europei, Italia compresa, ha però iniziato a evolversi nelle ultime ore. Mentre il supporto HDR resta assente, il 4K sta gradualmente ricomparendo su una parte dei dispositivi grazie all'adozione di un diverso sistema di codifica, scelto per aggirare i brevetti al centro dello spinoso contenzioso. Disney non ha indicato quale tecnologia stia utilizzando ma secondo diverse ricostruzioni potrebbe trattarsi del codec VP9, sviluppato da Google e utilizzabile senza il pagamento di royalties, già ampiamente supportato da smart TV, dongle e decoder. L'implementazione attuale, tuttavia, sembrerebbe limitarsi al solo 4K SDR: restano esclusi sia l'HDR sia il Dolby Vision già sospeso da settimane, d’altronde neanche previsto da quel codec, segno che si tratta di una soluzione temporanea in attesa di un intervento più strutturale.