di Marco Patricellimercoledì 5 agosto 20263' di letturaLe bandiere spagnole che garriscono in mare davanti alla martoriata Ceuta dell’invasione sono militari: quella di un pattugliatore della marina reale nel caso di una replica dell’ondata di invasione dal Marocco, il Bam “Rayo”, e l’altro pattugliatore d’altura “Duque de Ahumada”, che però è della Guardia Civil, a presidio pure della barriera galleggiante di mezzo chilometro. Nella zona di più alta crisi di questa caldissima estate migratoria e non solo, nessuna Ong, neanche piccola piccola, a portare conforto e soccorso nelle acque dell’exclave. Uno strano doppiopesismo morale e umanitario lontano dall’Italia, dove sabato, a Ortona, la Life Support di Emergency ha sbarcato 28 migranti recuperati nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale e senza neppure un attimo di dubbio aveva puntato la prua verso l’accogliente Belpaese.E dire che secondo l’agenzia europea Frontex, nel primo semestre 2026 la rotta del Mediterraneo occidentale è stata l'unica tra le principali rotte europee a crescere, con circa 7.900 attraversamenti e un aumento del 17%. Proprio ieri, una imbarcazione con 19 persone a bordo è affondata al largo delle Baleari: solo due degli occupanti si sono salvati. Erano nordafricani alla deriva da due settimane. Ma di navi ong non se ne sono viste.Rimpatri, scure italiana sui Paesi Ue che non collaborano: gli estremi rimediNel linguaggio della diplomazia internazionale si chiama «condizionalità economica». In sostanza: bas...OSCAR CAMPS
Spagna, il gioco sporco: nei loro mari si muore, ma le Ong puntano l'Italia | Libero Quotidiano.it
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