Quel che conta per la Repubblica Islamica è ribadire che non si naviga nelle acque di Hormuz senza il suo via libera. Per gli ayatollah potrebbe essere il viatico che salda molteplici obiettivi: la tenuta del regime, il congelamento della guerra, una nuova dimensione di potenza. E i nuovi equilibri interni appaiono sempre più favorevoli ai PasdaranL’Iran annuncia l’accordo con l’Oman sulla navigazione a Hormuz. Sminuendo al contempo il ruolo degli Usa nel negoziato, certo non assente dalla scena, e facendo dipendere la sua effettiva realizzazione dal comportamento di Washington. Un link capace di innervosire Donald Trump, che scalpita per annunciare l’intesa, metterci il cappello, e tranquillizzare, nell’ordine, elettori a stelle e strisce e mercati mondiali. La comunicazione iraniana punta, dunque, a evocare il «come potrebbe essere», seRenzo GuolosociologoProfessore ordinario, è docente di Sociologia dell’islam e Sociologia delle religioni all’Università di Padova. Tra i suoi interessi di ricerca: i rapporti tra religione e politica, i fondamentalismi contemporanei, l’Islam italiano ed europeo, la geopolitica del mondo islamico, i conflitti nelle società multiculturali
L’intesa tra Teheran e Muscat su Hormuz è un’umiliazione per Trump
Quel che conta per la Repubblica Islamica è ribadire che non si naviga nelle acque di Hormuz senza il suo via libera. Per gli ayatollah potrebbe essere il viatico che salda molteplici obiettivi: la tenuta del regime, il congelamento della guerra, una nuova dimensione di potenza. E i nuovi equilibri interni appaiono sempre più favorevoli ai Pasdaran











