Iran e Oman hanno raggiunto un accordo cruciale per ridefinire le rotte marittime nello Stretto di Hormuz, una mossa che mira a stabilire una tregua di sessanta giorni con Washington e a far ripartire i delicati negoziati sulla sicurezza della navigazione e sulla questione nucleare. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha confermato che la dichiarazione congiunta tra i due Paesi è ormai alle battute finali. L'intesa, tuttavia, è vincolata a un monito chiaro rivolto agli Stati Uniti: il processo andrà avanti a patto che terze parti non intervengano per ostacolarlo.
Durante i due mesi di tregua, il traffico marittimo subirà una rigorosa riorganizzazione geografica. Le imbarcazioni in entrata verso il Golfo Persico dovranno transitare esclusivamente attraverso una corsia settentrionale situata nelle acque territoriali iraniane, finendo sotto il controllo e la sorveglianza diretta di Teheran. Il traffico in uscita verso il Mar Arabico, invece, verrà deviato su una rotta meridionale nelle acque dell'Oman, gestita dalle autorità di Mascate in stretto coordinamento con la Repubblica Islamica. Contestualmente, prenderà il via un piano di bonifica di trenta giorni per sminare la corsia centrale dello Stretto, con Teheran che starebbe valutando di affidare le operazioni a Paesi europei per creare un futuro corridoio permanente bidirezionale.











