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La città di Reggio gli ha dato i natali, Roma e Torino l’hanno consacrato nella professione. Ci sono favole che diventano realtà e realtà che diventano favole. Da ragazzo Giuseppe Smorto aspirava a fare il giornalista. I genitori, invece, volevano diventasse psicanalista. Alla distanza ha avuto ragione lui. Il quotidiano “La Repubblica”, che ha festeggiato i cinquant’anni, è stata la sua culla e la sua seconda casa. Entrato nel 1980, vincitore di una borsa di studio, ha scalato tutti i gradini fino a diventare responsabile delle pagine sportive e a ricoprire l’incarico di vicedirettore con delega alla integrazione tra l’edizione cartacea e la piattaforma digitale. Ha lavorato accanto ai miti della letteratura sportiva come Gianni Brera, Gianni Minà, Gianni Clerici e Gianni Mura, ai quali ha dedicato il suo ultimo libro dal titolo «I 4 Gianni», edito da Minerva. Un tributo alla nostalgia, un’opera che sta spopolando nelle classifiche e che, dopo diverse presentazioni al centro nord, approderà lunedì al Circolo del Tennis di Reggio Calabria per i «Caffè letterari» del Rhegium Julii.

Il libro ricostruisce la storia di una redazione che non c’era ma che poi è diventata una corazzata dell’informazione sportiva. Un paradosso, che l’autore spiega cosi : «Nell’annunciare la prima uscita, nel gennaio 1976, Scalfari disse che il giornale non si sarebbe occupato di sport».La coerenza è un valore ma questo non significa che bisogna mettere un freno al progredire di un’idea…