di Annunziata Paese* – Nelle stesse ore in cui, pochi giorni fà, i principali tg nazionali e non rilanciavano le dichiarazioni della Presidente del Consiglio sui risultati raggiunti dal Governo in materia di occupazione e salari, il principale quotidiano economico italiano, Il Sole 24 Ore, apriva con una notizia che racconta una realtà molto diversa.
Gli stipendi aumentano, il potere d’acquisto diminuisce
Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, infatti, nel secondo trimestre del 2026 la crescita delle retribuzioni continua a rallentare e risulta inferiore all’inflazione. Tradotto in termini concreti significa che, pur aumentando nominalmente, gli stipendi perdono potere d’acquisto. Le famiglie possono acquistare meno beni e servizi rispetto a un anno fa. Non si tratta di un’opinione politica, ma di un dato statistico ufficiale.
I dati di ISTAT, OCSE e INPS
L’ISTAT evidenzia come la crescita delle retribuzioni stia rallentando ormai da diversi trimestri. Anche l’OCSE, poche settimane fa, ha previsto per l’Italia una nuova riduzione dei salari reali nel 2026, evidenziando come il nostro Paese continui a registrare una delle peggiori dinamiche di potere d’acquisto tra le principali economie avanzate. Anche il Rapporto INPS ha sottolineato una contraddizione evidente: l’occupazione aumenta, ma gli stipendi rimangono strutturalmente bassi e continuano a risentire dell’effetto dell’inflazione.








