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È stato raggiunto l’accordo stragiudiziale per il risarcimento dei danni tra i genitori di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto a Napoli lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito, e l’ospedale Monaldi. A comunicarlo, con una nota, è l’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte la struttura presso cui il piccolo fu operato. L’Azienda precisa che il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha formalmente accettato la proposta di risarcimento formulata dall’ospedale, siglando così la conclusione della complessa vicenda sul piano civile. “La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale e, anche grazie al Monaldi, ci siamo riusciti: la cifra, come ho sempre detto, non mi interessava. L’unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile”, ha spiegato Patrizia Mercolino, mamma del bimbo.

L’accordo

Il ristoro economico per i familiari di Domenico Caliendo arriva sei mesi dopo la tragedia e chiude definitivamente la questione economica, evitando dunque il ricorso a una causa civile. I genitori del piccolo avevano infatti chiesto un risarcimento all’ospedale Monaldi per la morte del figlio. Il comitato competente dell’Azienda ha valutato la richiesta attraverso verifiche tecniche e giuridiche, dopodiché le parti hanno negoziato l’entità del risarcimento. Con la firma dell’accordo, la famiglia riceverà l’importo pattuito e rinuncerà ad avviare un’azione civile nei confronti dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’intesa economica resta comunque distinta dall’eventuale processo penale nei confronti dei sette medici indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, due dei quali sono accusati anche di falso in cartella clinica.