L’accordo è stato trovato e, come auspicava Patrizia Mercolino, è arrivato prima dell’apertura del processo penale. Questa mattina, nel chiuso di un ufficio dell’ospedale Monaldi di Napoli, si è trovata l’intesa economica per il risarcimento in favore della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi morto il 21 febbraio scorso a causa delle drammatiche e inevitabili complicazioni del trapianto con un cuore “congelato”. La cifra Sull’entità del risarcimento vige il massimo riserbo. Le parti hanno sottoscritto un «accordo di riservatezza» in vista di un nuovo incontro, fissato per settembre, nel corso del quale l’intesa sarà formalizzata. «La cifra è congrua e soddisfacente», si è limitato a dire l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori di Domenico. Dello stesso tenore le dichiarazioni dell’azienda ospedaliera dei Colli, cui afferisce il Monaldi, che in questa fase è stata assista dagli avvocati Raffaella Di Nardo e Arturo Testa: «L’intesa raggiunta soddisfa pienamente le richieste delle parti». L’avvocato Petruzzi aveva avanzato una richiesta di risarcimento pari a tre milioni di euro, ma i parametri seguiti per la definizione dell’accordo avrebbero ridotto l’entità della somma. Secondo le tabelle di riferimento per casi come questi (quelle del tribunale ordinario di Milano) la cifra dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro. «La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale e, anche grazie al Monaldi, ci siamo riusciti: la cifra, come ho sempre detto, non mi interessava, nessuno mi ridarà indietro mio figlio, l'unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile», ha commentato la mamma di Domenico.