"Chiediamo soccorso, aiuto, supporto e solidarietà" al resto della Spagna: è l'appello lanciato dal presidente di Ceuta, Juan Jesus Rivas, che descrive la situazione nell'exclave, dopo l'ingresso in massa di 72.000 migranti nei giorni scorsi, dei quali 70.000 ritornati in Marocco - secondo il ministero dell'Interno - "di caos e insostenibile".

In un'intervista all'emittente pubblica Tve, Vivas ha invocato "senso dello Stato" e "lealtà istituzionale" per fronteggiare la crisi migratoria che ha messo in ginocchio Ceuta. Ha spiegato che la città autonoma ospita attualmente circa 1.100 minori migranti, il 2.600% oltre la capacità dei centri di accoglienza, contro i circa 750 presenti prima dell'emergenza. "Non solo abbiamo sostenuto la riforma della legge sugli stranieri per redistribuirli in modo vincolante e solidale, ma la stiamo già applicando e continueremo ad applicarla", ha affermato il presidente di Ceuta, riferendosi al decreto approvato dal governo centrale nel 2025 per la distribuzione territoriale obbligatoria nelle regioni dei minori stranieri non accompagnati, in caso di "contingenza migratoria straordinaria".

L'esponente del Partito Popolare ha evitato lo scontro con le comunità autonome governate dal suo stesso partito in coalizione con la forza di estrema destra Vox, contrarie ad accogliere nuovi minori stranieri, sottolineando che i trasferimenti verso la penisola proseguono secondo la legge. "Questa entrata in massa ha travolto la stessa legge", ha aggiunto, definendo la situazione "un'emergenza umanitaria assolutamente insostenibile".