L'assessore alla presidenza dell'exclave spagnola: «La risposta di Madrid insufficiente e tardiva, li avevamo avvisati»

A quattro giorni dall’ondata di migranti arrivati a Ceuta passando per il Marocco, nell’exclave spagnola restano «fra le 3mila e le 5mila persone». Le restanti 73mila persone sono state rimpatriate. A snocciolare i numeri – attribuiti al ministero dell’Interno spagnolo – è Alberto Gaitan, assessore alla presidenza e al governo dell’amministrazione di Ceuta. In un’intervista radiofonica a Cadena Ser, Gaitan ha ammesso che non c’è un numero ufficiale di quanti migranti siano entrati e di quanti siano realmente usciti da Ceuta. Quelle del ministero, insomma, sono delle stime.

Il centro per migranti di Ceuta è al collasso

L’assessore alla presidenza di Ceuta ha descritto la situazione nell’exclave spagnola come «molto difficile». In questo momento, ha spiegato, «queste persone si trovano in diverse aree della città, prevalentemente sulle scogliere e sulle colline». Le autorità stanno convincendo quante più persone possibile a rimpatriare volontariamente nei Paesi di origine. Ma la gestione di chi si rifiuta è destinata a rivelarsi molto complessa, poiché «bisogna tenere conto che il Centro di soggiorno temporaneo, che ha una capacità di accoglienza di 600 persone, è totalmente occupato e fuori ci sono altre mille persone accampate, è assolutamente al collasso».