Non soltanto una nuova formula per trasformare i voti in seggi, ma un meccanismo che rimette nelle mani degli elettori la scelta tra stabilità e rappresentanza. La soglia del 42%, il premio di maggioranza e l’alternativa proporzionale disegnano un sistema a doppio binario: se dalle urne emerge una coalizione forte, governa; altrimenti, la partita torna in Parlamento. Un “libertellum” pensato per contenere frammentazione e radicalizzazione senza comprimere il pluralismo. La lettura di Alessandro Sterpa sulla nuova legge elettorale
Con riguardo alla nuova proposta di legge elettorale, l’elettore sarà in grado di scegliere direttamente come far funzionare il rapporto tra “rappresentanza-rappresentatività” e “governabilità-stabilità” ossia tra quei due principi da bilanciare in modo ragionevole in ogni disciplina elettorale.
Il legislatore, infatti, gode di una ampia discrezionalità nel porre le regole per le elezioni accedendo a formule del più vario tipo; uno degli argini a questa libertà è che le scelte non siano irragionevoli ossia non schiaccino una delle due esigenze da soddisfare contemporaneamente: rappresentare adeguatamente le forze politiche che concorrono e garantire stabilità alla maggioranza senza effetti eccessivamente distorsivi sulla rappresentatività.







