Di: Il giardino di Albert / Christian Bernasconi Le specie invasive rappresentano una delle minacce più serie per la biodiversità globale e l’equilibrio degli ecosistemi locali. Si tratta di un fenomeno ben noto anche a Sud delle Alpi: basti pensare all’emergenza del coleottero giapponese (Popillia japonica), che anche nel corso del 2026 ha visto un’importante mobilitazione in Canton Ticino con piani di monitoraggio e catture massicce per tutelare vigneti e colture. Catturati 25 milioni di coleotteriIl Quotidiano 30.07.2026, 19:00La problematica tocca anche altre regioni e non risparmia i mari. Se a Ibiza si combatte contro il colubro ferro di cavallo che minaccia una lucertola endemica unica al mondo, nel bacino del Mediterraneo l’attenzione è puntata su un temibile predatore acquatico: il granchio blu della specie Callinectes sapidus.24:12L’era del granchio blu Laser 12.08.2024, 09:00iStockAlessandro ChiaraOrigine e diffusioneOriginario delle coste atlantiche del continente americano, il granchio blu è un crostaceo di grandi dimensioni, capace di raggiungere i 20 centimetri di larghezza. È facilmente riconoscibile per la caratteristica colorazione bluastra delle zampe e per le sfumature arancioni sulle punte delle chele negli esemplari femminili. Le prime segnalazioni nel Mediterraneo risalgono agli anni Cinquanta. Oggi, la specie sta colonizzando rapidamente il Mare Nostrum, approfittando della tropicalizzazione delle acque causata dal cambiamento climatico.Ma come è arrivato fino al Mediterraneo? La causa principale risiede nel trasporto marittimo globale: le larve di granchio blu vengono aspirate oltreoceano insieme alle acque di zavorra utilizzate per stabilizzare le grandi navi commerciali. Durante il tragitto, la quantità d’acqua trasportata è regolata in base al carico. Nei porti di destinazione, l’acqua viene scaricata insieme agli organismi in essa contenuti, permettendo alle specie aliene di colonizzare nuovi habitat.https://rsi.cue.rsi.ch/info/scienza-e-tecnologia/Hormuz-rischio-di-una-%E2%80%9Csuperdiffusione%E2%80%9D-di-specie-invasive--3919102.htmlPerché il granchio blu è un pericoloLa voracità e un regime alimentare onnivoro rendono il granchio blu un vero e proprio flagello ecologico ed economico. Dotato di chele molto potenti, si nutre di tutto ciò che riesce a catturare: bivalvi come vongole, cozze e ostriche, ma anche gamberi, piccoli pesci e novellame.La specie è presente in tutto il Mediterraneo ed è spesso avvistata in ambienti di transizione sabbiosi e fangosi dove acqua dolce e salata si incontrano, come nelle lagune del Delta del Po. La sua proliferazione incontrollata ha ridotto la produttività degli allevamenti di vongole, cozze, eccetera causando ingenti danni al settore dell’acquacoltura.Esemplare di granchio blu (Callinectes sapidus)IMAGO/Avalon.redIl progetto Octo-Blu: lotta biologica con i polpiPer contrastare questa emergenza è stata avviata una ricerca scientifica ambiziosa: il progetto Octo-Blu. Promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie), il progetto prevede il rilascio controllato di circa mezzo milione di piccoli polpi (Octopus vulgaris) allevati in laboratorio nelle acque antistanti Riccione e Cesenatico. L’operazione è prevista nella seconda metà di agosto.Il polpo comune è infatti uno dei principali predatori naturali del granchio blu. Studi in laboratorio hanno dimostrato che anche polpi di piccole dimensioni sono in grado di neutralizzare granchi molto più grandi.Per favorire l’insediamento dei polpi sui fondali prevalentemente sabbiosi dell’Adriatico, gli allevatori di cozze locali posizioneranno apposite tane artificiali in mattoni create nei laboratori universitari. L’obiettivo non è eradicare completamente la specie aliena, una missione pressoché impossibile, ma sfruttare la predazione naturale da parte dei polpi per ristabilire un equilibrio ecologico compromesso.https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/Quanto-conosciamo-del-polpo--2604219.htmlOltre la lotta biologicaSebbene il progetto Octo-Blu rappresenti una risposta innovativa per contenere la specie invasiva, gli esperti ricordano che la gestione di questa emergenza richiede un approccio integrato. Accanto alla lotta biologica si possono sondare altre strade complementari, come dimostra l’esempio della Turchia, dove la creazione di una filiera di pesca commerciale mirata tramite l’uso di nasse selettive ha permesso di trasformare con successo il granchio blu da piaga ambientale a risorsa economica. Il granchio blu è infatti molto apprezzato dal punto di vista alimentare e per contrastarne l’espansione una delle soluzioni è quella di pescarlo e mangiarlo.03:37Il granchio blu arriva in anticipoMillevoci 17.03.2025, 10:05Imago ImagesFrancesca Margiotta e Marcello Fusetti