Mentre il governo decide di prorogare ancora i tagli alle accise per il gasolio e l’Iva sui carburanti, spendendo dall’inizio della guerra in Iran ben 2,5 miliardi di euro di soldi pubblici al fine di agevolare gli acquisti di benzina e diesel, emerge un altro dato poco entusiasmante: frena la crescita del mercato italiano delle auto elettriche. Già nei mesi scorsi il nostro giornale aveva più volte sottolineato che nonostante i buoni risultati assicurati dal bonus rottamazione dello scorso autunno, senza politiche mirate l’aumento delle immatricolazioni rischiava di rivelarsi un fuoco di paglia destinato a spegnersi presto. In questi ultimi mesi il governo avrebbe potuto approfittare degli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio per mettere sul tavolo misure che incentivassero l’acquisto di mezzi elettrici, ma così non è stato. Ha trovato i fondi per tagliare le accise ma non per varare politiche strutturali che favorissero davvero gli automobilisti (oltre all’ambiente). Ed ecco che i nodi sono venuti al pettine: a luglio, le immatricolazioni di vetture full electric si sono fermate a 7.183 unità, con un progresso su base annua del 24,8%, che si confronta con il +84,7% di giugno. La quota di mercato delle elettriche si è fermata così a luglio al 5,8%, in aumento di un punto rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (4,8%), ma in sensibile calo rispetto a giugno 2026 (10,1%).
Auto, le immatricolazioni delle full electric in Italia sono crollate dal +84% di giugno al +24% di luglio
Mentre il governo decide di prorogare ancora i tagli alle accise per il gasolio e l’Iva sui carburanti, spendendo dall’inizio della guerra in Iran ben 2,5 miliardi di euro di soldi pubblici al fine di agevolare gli acquisti di benzina e diesel, emerge un








