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Ruggiero Corcella

Dopo i primi trapianti sperimentali eseguiti negli Stati Uniti e in Cina, Tokyo punta a costruire una filiera nazionale di suini destinati alla donazione di organi. Un progetto che accompagna la nuova strategia del Paese sugli xenotrapianti. Intanto l'Italia investe nella ricerca con il progetto DONO e il Vaticano indica le condizioni etiche per il loro sviluppo

Nella sfida mondiale per portare gli xenotrapianti nella pratica clinica non ci sono soltanto i due grandi protagonisti degli ultimi anni, Stati Uniti e Cina. Anche il Giappone accelera e lo fa puntando a costruire un'intera filiera nazionale di suini geneticamente modificati destinati alla donazione di organi. È questo il progetto di una startup giapponese raccontato da Asahi Shimbun e Yomiuri Shinbun che segna il passaggio dalla ricerca di laboratorio alla costruzione di una capacità produttiva indispensabile per trasformare una tecnologia sperimentale in una concreta opportunità terapeutica.

PorMedTec, una società nata dall'Università Meiji, prevede di avviare i primi studi clinici di xenotrapianto in Giappone entro il 2028. Secondo Nihon Keizai Shimbun, PorMedTec intende presentare il proprio piano di sperimentazione clinica all'Agenzia per i prodotti farmaceutici e i dispositivi medici (PMDA) intorno al 2027.La sperimentazione clinica si concentrerà su pazienti con insufficienza renale cronica di età superiore ai 60 anni, sottoposti a dialisi da diversi anni. La procedura utilizzerà reni di maiale geneticamente modificati in 69 punti per ridurre il rischio di rigetto e infezioni virali. Questi maiali sono stati sviluppati dall'azienda biotecnologica statunitense eGenesis e PorMedTec prevede di importare le cellule necessarie per creare maiali clonati in Giappone, che verranno allevati in strutture specializzate per il trapianto.