Ginevra - C’è una domanda che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata assurda, quasi da fantascienza: accetteresti di vivere con un organo di maiale? Oggi quella domanda non è più retorica. Dopo i primi trapianti sperimentali di reni e cuori suini in pazienti in morte cerebrale, gli otto su viventi e le due autorizzazioni della Food and drug statunitense alla sperimentazione su altre 9 persone, la possibilità di aprire davvero la strada allo xenotrapianto è vicina. Ma se la scienza corre, resta un punto decisivo: quanto sono pronti i pazienti ad accettare un organo non umano?
«Accetteresti un rene di maiale?»: cosa pensano i pazienti dello xenotrapianto
Presentati al Congresso dell'International xenotransplantation association i risultati di due indagini nazionali negli Usa. Nonostante la crescente attenzione da parte dei media, il grado di accettazione dello xenotrapianto nella popolazione generale resta contenuta. La maggior parte delle persone in dialisi o in attesa di trapianto, invece, si dichiara favorevole







