Entrare nel corpo con strumenti sottilissimi guidati dalle immagini in tempo reale offre oggi la possibilità di trattare numerose patologie senza interventi chirurgici tradizionali. È il principio alla base della radiologia interventistica, una disciplina in costante espansione che garantisce minore dolore, minori complicanze e tempi di recupero decisamente inferiori, aprendo nuove prospettive terapeutiche anche per i pazienti più delicati.
Cos'è la radiologia interventistica
«La radiologia interventistica rappresenta una vera rivoluzione perché ci permette di diagnosticare e trattare numerose patologie limitando gli effetti tipici della chirurgia a cielo aperto. Le procedure sono mirate, precise e soprattutto meno invasive», spiega il professor Michele Rossi, responsabile della UOD di Radiologia Interventistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma.
Dove viene utilizzata: oncologia, ictus, dolore cronico e oltre
La radiologia interventistica sostituisce spesso la chirurgia classica grazie a piccoli accessi cutanei attraverso cui vengono introdotti aghi, cateteri e altri strumenti mini-invasivi, guidati da tecniche di imaging avanzato.







