Solo per abbonati

opinioni

I ministri dell’interno europei, Piantedosi compreso, danno la loro solidarietà alla Spagna e certificano l’operato corretto di Sanchez a Ceuta. Ma allora la vera anomalia della vicenda Ceuta è una sola: perché l’Italia ha sospeso il trattato di Schengen con Madrid?

Domanda: eravamo su scherzi a parte? Perché il dubbio viene, dopo la riunione dei ministri dell'interno dell’Unione Europea. Che ci hanno raccontato, nel documento stilato dopo il vertice, che sono tutti solidali con la Spagna. Che la crisi di Ceuta è rientrata in poche ore grazie all’ottimo lavoro del governo di Pedro Sanchez. Che tutti i ragazzi che sono entrati nell’exclave spagnola sono già rientrati in Marocco. Che la regolarizzazione di 600mila migranti decisa da Madrid non è stata un “pull factor”, cioè la causa scatenante dell’assalto alla frontiera di Ceuta. E, ciliegina sulla torta, che il “modello Albania”, cioè i centri per i rimpatri fuori dai confini dell’Europa, è roba di cui si dovranno occupare e dovranno finanziare, se vorranno, gli Stati membri. Non certo l’Unione Europea. A questo punto, la vera anomalia da spiegare è perché l’Italia abbia sospeso il trattato di Schengen con la Spagna, se poi lo stesso ministro dell’interno italiano Piantedosi non ci risulta si sia dissociato dalla solidarietà dei suoi colleghi alla Spagna e dal plauso all’ottimo lavoro di Sanchez. Se le scelte in materia di accoglienza del governo spagnolo non sono tra le cause dei fatti di Ceuta. E, ancor di più, se è vero – ed è vero – che sia ai ragazzi entrati a Ceuta, così come del resto ai migranti regolarizzati dalla Spagna, non sarebbe stato comunque concesso, per legge, di muoversi liberamente tra i Paesi europei. Il leggerissimo, fantozziano sospetto che si sia creato un pericoloso precedente in seno all’Unione, per mere ragioni elettorali, strumentalizzando Ceuta per frenare l’emorragia di consensi dalla destra di governo verso Roberto Vannacci, un po’ viene. Buon per Trump e per Putin, verrebbe da dire, cui non par vero di trovarsi di fronte un’Europa divisa, che non sa compattarsi di fronte a quella che Sanchez ha definito una violazione dei suoi confini. Cosa succederebbe se da quel pezzo di Libia controllato dal generale Haftar, e quindi da Putin, partissero barche a ripetizione dirette verso Lampedusa, magari nell’imminenza delle elezioni italiane, allo scopo di condizionarle? Cosa succederebbe se Trump decidesse di approfittare delle liti in seno all’Unione per tornare ad avanzare pretese sulla Groenlandia? No, spiacenti, non siamo su scherzi a parte. È la realtà, feroce, che bussa alla porta. Quella stessa realtà ostile all’Europa che ha apparecchiato la crisi di Ceuta, e che ne potrebbe apparecchiare presto altre, a Ceuta o altrove, per minare le fondamenta dell’Unione Europea. Quella realtà a cui il governo italiano ha dato – inconsapevolmente? – una mano enorme, pensando di poterne trarre beneficio. Complimenti vivissimi, davvero.