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Martedì i ministri dell’Interno dei 27 paesi dell’Unione Europea si sono riuniti per fare un punto sulla situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, dove la settimana scorsa più di 50mila persone erano entrate dal Marocco per poi tornare indietro quasi tutte in meno di un giorno. La riunione avrebbe potuto essere un momento difficile per la Spagna, che da giorni viene attaccata da molti governi di destra e centrodestra europei per le sue politiche migratorie meno rigide rispetto alla media europea.
Invece è andata bene: in un comunicato diffuso alla fine dell’incontro tutti i ministri hanno espresso solidarietà alla Spagna e non hanno menzionato alcuna nuova misura di contrasto all’immigrazione, come invece ci si aspettava. Anche il governo italiano di Giorgia Meloni, che finora era stata la principale animatrice dello scontro politico con la Spagna, sta facendo qualche passo indietro: in un’intervista alla Verità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha usato toni decisamente più conciliatori di quelli degli ultimi giorni. Ha detto che «nonostante le recenti uscite polemiche, va comunque espressa piena solidarietà alla Spagna», e che «l’Italia ha già detto di essere pronta a offrire il proprio supporto».










