Tutti solidali, perlomeno a parole e quattro giorni dopo, con la Spagna.

Alla riunione in videoconferenza dei ministri dell’Interno, convocata per un confronto dopo l’emergenza (già rientrata) di Ceuta, i governi dell’Ue hanno provato a lasciarsi alle spalle le frizioni del fine settimana e a guardare avanti.

Mettendo in agenda un ulteriore giro di vite sulle politiche migratorie, come anticipato alla vigilia dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Si va da un rafforzamento dei confini (e di Frontex) a un potenziamento delle espulsioni, da un monitoraggio di quanto corre sui social media allo sviluppo di partenariati con i Paesi non-Ue, «utilizzando tutte le leve a disposizione dell’Ue, come dazi zero, liberalizzazione dei visti e aiuti allo sviluppo».

Fino al sostegno (potenzialmente pure finanziario) all’avvio degli “hub” di rimpatrio fuori dal territorio dell’Unione, l’iniziativa controversa voluta da un fronte di governi tra cui Italia, Danimarca e Germania.